San Lorenzo Chiede Aiuto: Basta Malamovida


Articolo pubblicato sul “Corriere della Sera”, Cronaca di Roma, il 12 dicembre 2021

Un presidio di polizia, anche fisso, e la revoca o la modifica delle concessioni ad alcune attività commerciali per mettere un argine alla malamovida. Queste le richieste avanzate da Viva San Lorenzo, associazione che da prima dell’estate raccoglie le rimostranze dei residenti della zona. «Negli ultimi anni, e soprattutto in seguito al libera tutti che si è creato nel dopo-lockdown, abbiamo assistito a una crescita vertiginosa della presenza di adolescenti nel quartiere, che fanno uso di alcol sin dal primo pomeriggio», racconta Patrizia Centra, la presidente, con la voce di chi sente che la situazione è diventata insostenibile. Durante la campagna elettorale l’attuale sindaco Roberto Gualtieri aveva promesso di adoperarsi per una «gestione intelligente della movida». E in prossimità delle elezioni i cittadini di Viva San Lorenzo contavano sul prefetto, che avrebbe promesso di inviare una lettera al municipio per chiedere la chiusura dei locali a mezzanotte. Ora, però, lamentano di aver ottenuto le solite rassicurazioni e nessun dato di fatto. Sono numerose le testimonianze di disagio. In un post di fine novembre il degrado di San Lorenzo è esibito al pubblico giudizio: sacchi dell’immondizia, bottiglie e scatole di cartone sono abbandonati in via dei Liguri, che funge da discarica a cielo aperto.

«Almeno quattro giorni a settimana il quartiere è in condizioni drammatiche», racconta Francesco Toto, un altro membro dell’associazione. «Le attività commerciali non controllano gli assembramenti all’esterno e consentono di consumare lontano dal locale, in molte vie hanno tolto le pattumiere e l’AMA eccepisce la scarsità di operatori in grado di intervenire». A questi problemi si associano frequenti atti di vandalismo, stupri, aggressioni. E dopo mezzanotte, denunciano i residenti, non girano le forze dell’ordine.

Solo nell’ultimo mese, nei pressi di una scuola in via dei Sabelli, è stato fermato un giovane con un’ascia in mano. A fine novembre un altro ragazzo, agitando un coltello da cucina, ha preso a calci un’auto in transito e minacciato i passanti. E risale a ottobre l’omicidio di Luca Perrone in un negozio di kebab a via Tiburtina, proprio «nel periodo in cui tutti i locali erano aperti fino alle sei di mattina, quando arrivavano folle di ragazzi per fare colazione», riferisce ancora Centra.

«Da circa un mese stiamo chiedendo un tavolo di collaborazione con la presidente Del Bello, ma formalmente non siamo ancora stati invitati».

,

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *