Un mostro
Mi osserva
Dalla finestra
Non so da quanto tempo
Sta lì
Ma so che è
Abbastanza
Perché si sia fatto
Un’idea chiara
Delle mie pose
E degli angoli
Dove preferisco
Abbandonarmi
Quando sono da solo
Ecco
Apro una scatola
Di biscotti
E mi osserva
Senza dire niente
Mi tolgo le scarpe
Accendo il pc
Guardo l’orologio
Che è sempre un’ora indietro
E lui è lì
Dietro la tenda semichiusa
E mi osserva
Io faccio finta
Di non accorgermi
Delle zampe arcuate
Che guizzano al ritmo
Delle mioclonie
Sulle mie braccia
E sul bianco
Dei miei occhi
Non posso fare
Altrimenti
O si accorgerà
Che ho paura di lui
La sua pelle
Scruta la mia pelle
Come se cercasse
Una scorciatoia
Per entrare
E i suoi artigli
Invocano
La mia attenzione
Producendo
Graffi sordi
Attorno alla mia casa
È insolito
Che un mostro
Stia lì fuori
A pregare
Secondo Giulia
I mostri
Sono sempre dentro casa
Ma questo
È un mostro
Particolare
La voce nel computer
Mi urla addosso
Ma lui
È sempre lì
A chiamare il mio nome
Per evitare
Di dimenticarlo
È un cantante perfetto
Questo mostro
Mi invita a cena
Con la sua voce bicefala
Che mi si aggrappa alla gamba
Come un bimbo che piange
Al parco giochi
Mi offre una pentola d’oro
Scampanellandomi
Nell’orecchio
Mi ricorda
Di togliere i panni
Che avevo steso
Senza mollette
Mentre il vento
Sbatte di continuo
La sua voce
Sulla porta
Frugo sotto la scrivania
Dove ho una lancia
Per ogni evenienza
Lui lo sa
E forse mi implora
Per questo
O forse mi chiede
Di non prenderla
Anche se sa che posso
Ma la mia ombra
Ormai
Ha allungato le braccia
All’esterno
Il mostro non fa paura
Ha gli occhi curiosi
E la bocca rotta
Dal mughetto
Una bambina lo saluta
Da lontano
Poi mi guarda
Di sbieco
Scantonando
Via
Il mostro non fa paura
È vero
Ma la sua presenza
Mi offende
Così
Lo atterro
Il mostro
Ansima
E fa per parlare
Ma sento
Una voce di donna
Che mi mette in guardia
Mentre la lancia
Lo attraversa
Da parte a parte
Impalandolo
Davanti ai passanti
Torno dentro
E il cappotto
Di mio padre
È pieno di sangue
Ma ho i pantaloni
Puliti
E la coscienza a posto
La strada
Su cui dà la finestra
Ora è nuda
Nessuno mi vede
Uomini o zanzare
Accendo di nuovo il computer
E la voce che sento
È pura
Perché suona nel vuoto
E poi
D’un tratto
Mi ricordo
A volte
Anche i mostri
Hanno paura
Di stare
Da soli

